«Secondo gli esperti, le calunnie hanno quasi tutte le stesse caratteristiche: vengono usati bambini piccoli, da 2 a 5 anni, che non presentano alcun segno di violenza, coinvolti in separazioni conflittuali in cui i nonni spesso assumono un ruolo decisivo».
La notizia arriva dal settimanale l’Express, che però non fa il nome di chi, fingendo di difendere i bambini, li ha devastati con false accuse di pedofilia. Forse temendo che questi criminali, adusi ad abusare del sistema giudiziario per scopi pedo-criminali, potessero cercare di mettere a tacere le proprie malefatte costruendo una denuncia per diffamazione.
Apparso negli USA qualche anno fa, un allarmante fenomeno ha preso piede nei tribunali, una sorta di follia che porta le coppie in guerra per l’affido dei figli a usare la più terribile accusa, quella di incesto. Centinaia di papà — molto più raramente le madri — si dichiarano oggi calunniati dall’ex: «È l’arma atomica delle separazioni conflittuali». [...]
I casi di false accuse sembrano curiosamente molto più numerosi nella piccola città di Pontoise, vicino a Parigi, dove il fenomeno ha assunto l’aspetto di una epidemia. 15 papà accusati nello stesso tribunale per storie simili, alla fine si sono uniti per proclamare la propria innocenza. Nessuno è mai stato condannato e 9 già assolti. In 10 di questi casi le madri accusatrici erano rappresentate dalla stessa avvocata. Che in tutti i casi ha presentato la denuncia secondo la formula che impedisce di archiviare il caso obbligando ad aprire unprocedimento penale. «La sig.ra M. è una attivista femminista che fa da avvocata per la locale Casa della Donna» dice Dominique Marion, uno dei padri falsamente accusati «si è specializzata in tali accuse, che usa per mettere i papà fuori gioco e allontanarli dai figli». La relazione di uno psicologo esperto nominato dal Tribunale parla apertamente di «ruolo nefasto» giocato dall’avvocata femminista, qualificata come «fanatica» e «settaria»: «I suoi eccessi, la sua abitudine alla menzogna, a volte diffamatoria, dimostrano la sua incapacità a mantenere una distanza sana ed oggettiva in queste faccende». [...]
La situazione è diventata così grave che il Procuratore ha ricevuto 10 di questi papà. Oltre agli eccessi dell’avvocata femminista, hanno lamentato la lentezza della giustizia ed il ruolo negativo di alcuni «esperti» abusologi che rilasciano certificati di convenienza alle madri calunniatrici.
Una psichiatra infantile, la dr. B, coinvolta nei fattacci di Pontoise è stata interdetta per 3 anni dall’Ordine dei Medici per aver ripetutamente denunciato «la responsabilità di un papà in abusi sessuali privi di fondamento» [...].
«Certe madri fanno il tour degli abusologi fino a quando trovano quello che certificano quello che vogliono» constata Nicole Tricart, presidente del Tribunale dei Minori di Parigi «a volte ci troviamo di fronte certificati che fanno rabbia. Come quella psicopatica che ha descritto in dettaglio l’esame con il quale decideva che una bambina di 5 anni era stata abusata: le sentiva il polso mentre sussurrava all’orecchio della bambina la parola “incesto”, dall’aumento dei battiti ha dedotto un forte trauma sessuale». QED
«Molto spesso il primo passo compiuto dal magistrato è quello di sospendere i diritti di accesso del genitore accusato. Che nel caso di una falsa accusa, è esattamente ciò che il genitore accusatore sta cercando».
Nessuno esce indenne dalle accuse, né il bambino né l’imputato né l’accusatore, ha detto Lawrence Becuywe, giudice del tribunale di Pontoise. Dal momento in cui sono stati lanciati, si entra nel campo della follia, odio o perversione allo stato puro. [...]
Lo psicologo canadese Hubert Van Gijseghem, specialista mondiale nel settore, afferma che le false accuse hanno conseguenze gravi quanto la pedofilia vera e propria.
Il termine sadismo fu introdotto da Krafft-Ebing, che lo derivò dal nome di Donatien-Alphonse-François de Sade, meglio conosciuto come Marchese de Sade (2 giugno 1740 – 2 dicembre 1814), aristocratico francese autore di diversi libri erotici e di alcuni saggi filosofici, in cui è evidenziata la figura del sadico come individuo capace di compiere, con scientifica razionalità, ogni sorta di azione volta al male, rifiutando ogni limitazione imposta dalla morale comune e riconoscendo come unica legge il perseguimento e l’accrescimento del proprio personale piacere.
Oltre che una perversione, il sadismo può essere anche un tratto della personalità: sadico è infatti chi si compiace del suo essere crudele, chi prova piacere e gratificazione psicologica nel maltrattare i familiari, nelle sconfitte e nel dolore altrui. All’interno della vita familiare si nota come questi soggetti pretendano obbedienza, abbiano un senso fanatico dell’autorità e puniscano ogni minimo errore.
Secondo il DSM-IV Il sadismo sessuale comprende i comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica e fisica della vittima, inclusa l’umiliazione. Alcuni sadici provano piacere nell’evocare le loro fantasie sadiche durante l’atto sessuale, godendo del controllo completo sulla vittima terrorizzata da quello che sta avvenendo; altri mettono in atto i loro impulsi con un soggetto consenziente, magari affetto da masochismo sessuale; altri ancora purtroppo agiscono i loro impulsi con soggetti non consenzienti.
Le pratiche sadiche
Gli atti più comunemente emessi dai sadici riguardano sia attività che sanciscono il dominio sulla vittima, come ad esempio il forzare la vittima a camminare carponi, il legarla o il rinchiuderla, sia vere e proprie azioni di violenza quali, l’imprigionare, il bendare, lo schiaffeggiare, il fustigare, il pizzicare, il percuotere, il bruciare, il violentare, il procurare ferite da taglio, lo strangolare, il torturare e l’uccidere.
La prevalenza, l’esordio e il decorso
Il sadismo è un disturbo per lo più maschile, anche se non mancano gli esempi del gentil sesso.
Di solito l’età di esordio di questa patologia è la prima età adulta, anche se possono manifestarsi dei prodromi nell’infanzia (ad es. la violenza sugli animali e la loro uccisione). Secondo una ricerca finlandese, infatti, l’età media in cui i sadici prendono consapevolezza dei loro desideri patologici è intorno ai 18-20 anni, la prima esperienza intorno ai 21-25 anni, nella maggioranza dei casi valutata come un’esperienza positiva. La preferenza sadica o masochista può cambiare nel corso della vita: in genere passando dal masochismo al sadismo.
Spesso con gli anni il disturbo tende ad incrementarsi e può protrarsi fino all’arresto del paziente per la messa in atto di comportamenti pericolosi, compreso l’omicidio, con soggetti non consenzienti. La gravità è maggiore se combinato con il disturbo antisociale di personalità, in cui la sofferenza dell’altro non è vista o viene completamente ignorata.
Le forme
Il sadismo può assumere diverse forme secondo il grado di aggressività esercitato e le conseguenze che ne derivano.
A questo livello distinguiamo:
Le possibili cause
Sigmund Freud ha utilizzato frequentemente il termine sadismo per indicare sia la fusione di sessualità e violenza, sia l’esercizio della sola violenza anche senza connotazioni sessuali. Allo stesso modo, in un primo tempo il sadismo fu considerato da Freud un fenomeno primario, capace di convertirsi poi in masochismo, mentre in un secondo momento sarebbe stato il masochismo originario ad essere deviato verso l’esterno sotto forma di sadismo, attraverso la pulsione di morte.
Secondo le teorie psicodinaliche classiche la soddisfazione del sadico nel vedere soffrire la sua vittima si spiega, con la sua identificazione con la vittima: il sadico quindi gode nel far soffrire sé stesso.
Ciò che va più di ogni altra cosa messo in rilevo è che c’è una relazione complementare e simmetrica fra sadismo e masochismo, che sono in pratica due facce della stessa medaglia, i due versanti della stessa perversione, le cui forme attive e passive si incontrano nello stesso individuo.
Sostiene Freud: “Chi prova piacere ad infliggere dolore agli altri in relazioni sessuali è anche capace di godere il dolore come un piacere che da queste può derivare. Un sadico è allo stesso tempo un masochista, sebbene l’aspetto attivo e quello passivo della perversione possa essere in lui più fortemente sviluppato e costituire la sua attività sessuale prevalente”.
Sembra che l’abuso subito nell’infanzia sia un altro possibile fattore causale o comunque correlazionale del sadismo.
Uno studio di Nordling e coll. del 2000, condotto in Finlandia presso club sado-maso sono stati intervistati 186 uomini e donne di età media fra i 30 ed i 35 anni. 18 di loro hanno dichiarato di essere stati sessualmente abusati; di questi soggetti abusati, in particolare le donne, erano più coinvolte in atti masochistici delle donne non abusate.
Secondo Gabbard, l’atto aggressivo serve a contenere la rabbia e l’ostilità di questi soggetti che sono guidati da un forte desiderio di dominare ed umiliare gli altri e nello steso tempo di voglia di riscatto e vendetta.
Lo psicologo forense Richard Walter evidenzia tre caratteristiche del sadismo, le cosiddette “Tre D”: dread (Paura), dependency (dipendenza) e degradation (degradazione) – ( in Keppel, 1997). Il sadico vuole infliggere un senso di paura nella vittima, provando un’eccitazione sessuale attraverso la percezione del grado di terrore della vittima. Inoltre vuole che la sua vittima sia completamente dipendente da lui; quanto più grande sarà la dipendenza percepita tanto grande sarà il suo brivido sessuale. Per finire, il sadico degrada la sua vittima sia fisicamente che spiritualmente.
E’ importante comunque sottolineare, che tutte le forme di parafilia, sembrano rifiutare o comunque allontanare la possibilità di relazioni sane che richiedano impegno e responsabilità: il sadismo in particolare rifiuta la reciprocità che è come caratteristica fondante dell’amore.
La relazione con il partner non è ottenuta con il rispetto e la dedizione, piuttosto con una forma di unione simbiotica attraverso il dominio.
Il sadico vuole sfuggire alla propria solitudine e al proprio senso di isolamento impossessandosi di un’altra persona. Sublima sè stesso incorporando un altro essere che lo idolatra[...]
Il sadico non prova brivido per la morte della vittima, ma solo per un prolungato processo di tortura e di sofferenza su di una vittima cosciente. La morte della vittima è dovuta alla violenza del crimine commesso dal sadico, la cui opera si completa non appena i suoi bisogni sono stati soddisfatti.
Bibliografia
- Galimberti, Dizionario di Psicologia, De Agostini
- Pietrantoni L., Sadomasochismo e feticismo: aspetti clinici e psicosociali, Ric. Sessuologia, vol. 30 2006, CIC
- Ayzad, BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Castelvecchi, 2004.
Fonti:
- Sadismo , Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
- SADISMO, MASOCHISMO, SADOMASOCHISMO di Giuliana Proietti
-Le parafilie sessuali: il sadismo di Lucia Imperatore